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Scegliere la forma migliore per impiegare il proprio risparmio non è facile. La selezione deve essere fatta tra decine di possibilità, ognuna con i suoi vantaggi e svantaggi. Se, poi, poi si cerca di decidere basandosi sulle esperienze di amici e conoscenti oppure guardando a posteriori i rendimenti dei vari strumenti, la scelta diventa ancora più complessa.
Ognuno ha qualche amico che ha guadagnato decine di milioni giocando in borsa e qualche altro che, invece, ci ha rimesso quasi tutto il capitale. Quelli più prudenti aprono un conto corrente e vi depositano tutti i loro risparmi accontentandosi di interessi esigui. Ma almeno non perdono nulla, inflazione a parte.
Il modo migliore per avvicinarsi alla scelta è fare una disamina oggettiva delle caratteristiche di durata, di liquidità, di reddito, di rischio e fiscali di ciascuna soluzione.
La alternative non mancano, vediamole brevemente:
Depositi bancari e postali
Il classico conto corrente è un passaggi quasi obbligato per coloro che hanno la possibilità di mettere da parte qualche euro. E' opportuno depositarvi solo una parte del capitale da investire: quella necessaria per le consuete spese familiari o per la gestione dell'attività economica.
Il rendimento è molto basso, in alcuni casi pari a zero, ed è ulteriormente decurtato dalla notevole incidenza della ritenuta d'imposta sugli interessi maturati.
Titoli di Stato
Sono titoli emessi dallo Stato per finanziare il debito pubblico. Generalmente non garantiscono un rendimento molto elevato, ma rappresentano un investimento sicuro per chi vuole investire il proprio risparmio senza correre rischi.
Il più noto è il classico Bot (Buono Ordinario del Tesoro). Ha un taglio minimo di mille euro e una scadenza a breve termine (tre, sei, dodici mesi).
Per investimenti a medio e lungo periodo (tre, cinque, dieci o trenta anni) è più indicato il Btp (Buono del Tesoro Poliennale)....leggi
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